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mercoledì 2 aprile 2014

Una Buona Stagione, anticipazioni seconda puntata "Andrea salva l'azienda"



Durante la momentanea assenza di Andrea, la Santangelo deve affrontare le proteste degli operai e l'improvvisa cancellazione degli ordini d'acquisto del loro vino novello. In realtà, dietro questa cancellazione improvvisa si cela la perfidaa Von Brurer e Jacopo.
L'uomo, infatti, si sente oppresso dai problemi familiari e in più ha scoperto che il partito che appoggiava la sua candidatura a sindaco ha deciso all'ultimo minuto di revocare la sua nomina, per cui Jacopo decide di stringere un accordo segreto con la Von Brurer.
Intanto Andrea grazie ad un incontro truccato di pugilato riesce a recuperare i soldi necessari per pagare la prima rata che permetterà alla sua famiglia di non vendere l'azienda...

giovedì 27 marzo 2014

Una buona stagione, anticipazioni prima puntata di Martedì 1 Aprile 2014


La storia di una famiglia, con misteri e segreti che si compiono all'ombra delle vigne della tenuta Santangelo, azienda vitivinicola ridotta sull'orlo del fallimento per la testardaggine della proprietaria Emma Santangelo.

Martedì 1 Aprile la prima puntata, su Rai 1. Ecco le anticipazioni:

A 10 anni dalla morte di suo fratello Riccardo, con il quale aveva litigato, Andrea torna a casa, in Trentino dove scopre che l'azienda vinicola dei suoi genitori, Emma e Michele, è indebitata con la multinazionale di Olga Von Brurer.  

martedì 25 marzo 2014

Le due leggi con Elena Sofia Ricci - in onda stasera e domani


La storia inizia col suicidio di un imprenditore. L'uomo, disperato perché schiacciato dai debiti, si dà fuoco all’interno della banca che gli ha rifiutato la  richiesta di credito. A dirgli di no è stata Adriana Zanardi (Elena Sofia Ricci), ineccepibile direttrice che nel rapporto con i correntisti si attiene scrupolosamente alle regole della banca. Con lucidità e freddezza. Lo choc per la tragedia e l’inevitabile senso di colpa, portano Adriana a cambiare totalmente il suo approccio verso il lavoro e verso la vita. Inizialmente decide,  contravvenendo alla legge, di aiutare i clienti in difficoltà trasferendo temporaneamente sui loro conti piccole somme di denaro sottratte a quelli dei più ricchi.  Quando verrà scoperta, sarà lei stessa a denunciarsi alle autorità. Ma a quel punto verrà a scoprire che alcuni esponenti corrotti del suo istituto bancario, utilizzando prodotti finanziari altamente speculativi, avevano effettuato operazioni truffaldine in danno della clientela.  Sarà un percorso che porterà la protagonista a valutare la propria vita, privata e professionale, alla luce di nuovi parametri, alla ricerca della difficile conciliazione tra la legge dettata dal diritto con quella ispirata da un irrinunciabile senso di umanità.  Una storia di fantasia  ambientata nell'Italia di oggi, in cui imprese, sistema bancario e famiglie devono affrontare una crisi economica subendo, sempre più spesso, le conseguenze delle condotte illecite di soggetti che speculano sulla crisi. 

fonte: rai

sabato 22 marzo 2014

Una Ferrari per due anticipazioni primo film del ciclo "Purché finisca bene"

Una Ferrari per due anticipazioni primo film del ciclo "Purché finisca bene" "> Essere licenziati è terribile. Essere licenziati a cinquant’anni è spaventoso. Essere licenziati a cinquant’anni con un’ex moglie e – soprattutto – una figlia da mantenere può far perdere la testa. A quel punto decidere di non dire nulla a nessuno è una reazione umana. Ma le bugie non sono fatte per durare in eterno… Marcello ha quasi cinquant’anni, da più di 2 è stato fatto fuori da un’importante società di cui era Direttore Marketing. Andrea De Lazzaro, l’uomo che lo ha licenziato senza neanche volerlo incontrare, sulla carta lo aveva ritenuto “troppo vecchio”. Marcello del suo disastro non ha detto nulla a nessuno, e ha dato fondo ai suoi risparmi per continuare a mantenere la figlia in un collegio esclusivo. E soprattutto per mantenersi, ai suoi occhi, l’operoso e generoso padre manager di sempre. Ma tutto cambia il giorno in cui, sul ciglio della strada, Marcello fa l’autostop per raggiungere la casa dell’ex moglie nella campagna lucchese. Come poteva prevedere che a dargli un passaggio su una Ferrari fosse proprio Andrea De Lazzaro, l’uomo che l’ha rovinato? Ignari l’uno dell’identità dell’altro, al chiuso di una meravigliosa macchina, lanciata dolcemente tra Torino e Lucca, lungo alcune delle strade più belle del mondo, Marcello e Andrea sono costretti dalle circostanze a scambiarsi i ruoli: Marcello diventa il manager e Andrea il disoccupato; in un rovesciamento di prospettive e pregiudizi pieno di sorprese…









martedì 18 marzo 2014

Per amore del mio popolo, trama dell'ultima puntata 19 marzo 2014




Il documento letto nelle Parrocchie di Casal di Principe suscita un grande clamore e lo stesso Vescovo appoggia, l'iniziativa di Don Peppe Diana.
I due clan camorristi, cercano di stabilire una tregua per spartire appalti e affari, primo fra tutti quello dei rifiuti, ma non rinunciano a dare una lezione a Don Diana. La notte dell'ultimo dell'anno, mentre Don Diana e il suo gruppo festeggiano in oratorio, Carlo spara con un mitra contro la Chiesa. L'unico testimone dell'accaduto è Domenico, il suo fratellastro, che nega di aver visto qualcosa. Domenico viene convocato dal padre, il boss Antonio Esposito, che lo premia accettandolo ufficialmente nella sua famiglia. Don Diana e gli altri sacerdoti decidono di proseguire con le loro azioni e promuovono un comitato anticamorra che chiamano "liberiamo il nostro futuro". La tregua tra le due famiglie camorriste rivali è molto fragile e riprendono i conflitti e i morti. Per dare un segno della loro forza, gli Esposito organizzano un raid con una decina di auto nel centro del paese sparando in aria con i mitra, tra loro anche Domenico. Don Diana affronta i camorristi e Domenico portandolo nel cimitero dove sono sepolti molti ragazzi uccisi nella guerra tra bande. I Carabinieri nel frattempo compiono una serie di arresti che colpiscono i clan e svelano i rapporti tra camorra e politici. Questo porta allo scioglimento del Consiglio Comunale e alla decisione del medico Franco Aversa di candidarsi. Don Diana appoggia apertamente la sua lista civica, mentre il Vescovo lo protegge da eventuali censure superiori. Aversa vince e sembra l'inizio di una nuova primavera. Nel frattempo in Sicilia viene ucciso Don Puglisi e quando Don Diana viene convocato dalla Procura di Napoli in seguito al pentimento di un suo amico legato a un clan, la sua esposizione è ormai massima. Verrà ucciso il 19 marzo 1994, il giorno di San Giuseppe. 

lunedì 17 marzo 2014

Per amore del mio popolo, trama della puntata di domani 18 marzo 2014



Don Giuseppe Diana, per tutti Don Peppe, è un sacerdote della forania di Casal di Principe, dove due famiglie, gli Esposito e i Capuano, si affrontano senza esclusioni di colpi per il controllo del territorio. Per non tradire gli scout che vedono in lui un'alternativa al mondo che li circonda Don Peppe rinuncia all'opportunità di trasferirsi a Roma e diventa Parroco nel suo paese natale.
A Don Peppe viene affidato Domenico,  il figlio illegittimo di Antonio Esposito, diviso tra il desiderio di far parte del mondo dei camorristi e quello di essere integrato nel gruppo dei ragazzi che fanno riferimento a Don Peppe. Don Peppe compie subito delle azioni per rompere l'omertà che lo circonda: rifiuta i soldi che gli offre un noto camorrista, organizza una fiaccolata in paese, crea in parrocchia delle occasioni di incontro e divertimento per allontanare dalla strada il maggior numero di bambini e ragazzi.
In particolare Don Peppe cerca di essere vicino a Teresa, una giovane del suo gruppo, figlia di un boss, destinata al matrimonio con un ragazzo della famiglia rivale. Don Peppe e i suoi ragazzi sono tra i primi ad affrontare i problemi degli immigrati clandestini, sfruttati dagli stessi camorristi. In un crescente clima di terrore e dolore Don Peppe cerca di salvare Domenico da una possibile vendetta. A rimanere ucciso, innocente, in un agguato è Francesco, uno dei suoi scout più attivi.
Don Peppe, ferito nel profondo del suo animo, decide che occorre fare qualcosa di più incisivo e significativo. Nasce cosi il documento "In nome del mio popolo" che risuona nelle chiese di Casale la Notte di Natale. Un documento che suscita il plauso di molti cittadini, ma che porta Don Peppe ad essere riconosciuto come il nemico dichiarato della camorra che, come sottolineato nell'omelia, procura "il dolore a tante famiglie che vedono i loro figli finire vittime o mandanti".